corrireggio

La Collina di Pentimele

IL SOGNO ANTICO DELLA COLLINA DI PENTIMELE

Oltre a presentarsi come un sito naturale di non comune bellezza e di notevole interesse per un intervento pubblico destinato alla collettività, costituisce un insieme di emergenze storiche, archeologiche, architettoniche e naturalistiche irripetibile e oltremodo complesso.

Luogo incantevole, vero e proprio balcone naturale sospeso sulla città di Reggio Calabria e sul suo mare, riconosciuto come uno dei luoghi più belli dell’Italia Meridionale. Con le due fortezze, costruite nella seconda metà dell’Ottocento, situate sulla sommità, i pendii, la vegetazione varia, abbraccia e domina dall’alto lo scenario dello Stretto di Messina, con sullo sfondo l’Etna e le isole Eolie, oppure, girando lo sguardo verso est, il “paesaggio dei colori cangianti e della varietà”, segnato dalle fiumare, dalle vallate e dalle colline che scalano verso l’Aspromonte. Visitarla trasmette da ogni affaccio o ad ogni tornante di strada, sensazioni mozzafiato.

La Collina di Pentimele oltre a presentarsi come un sito naturale di non comune bellezza e di notevole interesse per un intervento pubblico destinato alla collettività, costituisce un insieme di emergenze storiche, archeologiche, architettoniche e naturalistiche irripetibile e oltremodo complesso.

IL VALORE NATURALISTICO

La Collina di Pentimele ha un’escursione altimetrica tra i 50 e i 400 m.t./s.l.m. e una superficie di circa 430 ettari (di cui 24 ettari, di proprietà del Demanio Militare, sono stati acquisiti dal Comune di Reggio Calabria), delimitato a nord dal Torrente Torbido, a ovest dal quartiere Archi, a sud dal Torrente Annunziata, a est dal Monte Rigà da cui si stacca il crinale aspromontano con l’emergenza del Monte Pentimele (348 mt s.l.m.), che per la sua unicità geografica costituisce un importante corridoio naturalistico verso il Massiccio dell’Aspromonte.

La Collina di Pentimele conserva intatte – anche se notevolmente degradate per l’aggressione annuale di devastanti incendi – le attrattive di una vegetazione tipicamente mediterranea, con importanti presenze di macchia, di grande interesse naturalistico.

Luogo ideale per assistere allo spettacolare passaggio degli uccelli migratori, falco pecchiaiolo in primis, che dalla Sicilia risalgono verso la Penisola, l’unicità geografica del sito le conferisce la funzione di importante corridoio naturalistico verso il Massiccio dell’Aspromonte, costituito proprio dall’area orientale della Collina che si va a congiungere con il crinale aspromontano.

Infatti, con decreto 5 luglio 2007 del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, è stata inserita tra i SIC (siti di importanza comunitaria per la regione biogeografia mediterranea in Italia), individuati ai sensi dell’art.4, paragrafo 2 della direttiva 92/43/CEE, in quanto ospitano tipi di habitat naturale prioritari o di specie prioritarie.

L’area è stata, inoltre, acquisita nello “Studio di massima per la realizzazione di un sistema integrato di aree protette nella provincia di Reggio Calabria” redatto dall’Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria.

NELLA STORIA

La Collina di Pentimele costituisce uno straordinario ambito anche dal punto di vista paleontologico. Infatti, uno dei periodi considerato in assoluto più interessante dagli studiosi dell’orogenesi è detto, appunto, Periodo Calabriano dalla datazione del fenomeno di emersione del nostro territorio. Dalla base della Collina fino alle pendici estreme in prossimità di Ortì, questo territorio ha già offerto numerosi reperti di estremo interesse (resti fossili di animali di animali preistorici: cervo, rinoceronte, ippopotamo e soprattutto il preziosissimo esemplare di Elephans Antiquus) ed è tuttora terreno di ricerca di studiosi italiani e stranieri. I preziosissimi ritrovamenti di epoca preistorica sono avvenuti tra le ghiaie sciolte e le sabbie del costone collinare degradante verso il letto del torrente Torbido. Queste aree, in particolare la Sezione del pleistocene del Fiume Torbido e la Sezione Siciliano di Pentimele, sono state acquisite nel “Censimento dei Monumenti Naturali” redatto dall’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Reggio Calabria e proposti per il vincolo paleontologico.

I resti mandibolari di Homo Neanderthalensis, la presenza diffusa di amigdale la indicano come un’importante stazione del cammino verso sud dell’uomo Neolitico.

Estrema propaggine aspromontana sullo Stretto di Messina, ha costituito storicamente la “porta” a nord della città, assumendo nei secoli notevole valore strategico. L’incomparabile scenario in cui è inserita e le potenzialità di “controllo territoriale” che la caratterizzano, l’hanno fatta individuare nel territorio reggino, sin dai tempi del mito, come una “emergenza”.

Il toponimo Pentimere, da Pente-emeri, si fa risalire al mitico viaggio di Odisseo (il quale, si narra, eresse qui una torre in cinque giorni) o, comunque, alla presenza di una torre di guardia per le quinqueremi romane (pentiremi come scrive Polibio) che trovavano approdo sicuro e stabile nella baia sottostante.

Nel suo Dizionario dei Toponimi, G. Rohlfs attribuisce a Pentimele il significato di cinque membri. Per altri studiosi Pentimele costituisce un “relitto toponomastico bizantino”: la forma orale Pendimeli trarrebbe origine dall’iscrizione greca Pentimele che significherebbe Cinque Mulini. Numerosi erano, infatti, i mulini presenti nel territorio reggino, ed era abituale per la popolazione indicare con essi le varie zone della città, tant’è che un quartiere poco distante dalla Collina si chiama tutt’oggi Tremulini.

In epoca medievale ed anche successivamente fu uno dei punti strategici del sistema difensivo costiero.

Nella seconda metà del XIX secolo, con l’Unità d’Italia, le funzioni militari vennero affidate ad un sistema di numerose fortificazioni (dette “Umbertine”) attestato sulla prima linea collinare delle due rive dello Stretto. Tali architetture, mimetizzate nell’ambiente circostante soprattutto per non essere visibili dal mare, fino alla Seconda guerra mondiale ebbero il compito di assicurare la difesa del territorio, ospitando postazioni di artiglieria contraerea.

In particolare, i Fortini di Pentimele – Batteria Pentimele nord (Fortino Nord) e Batteria Pellizzeri (Fortino Sud), identici nella forma – che dominano il paesaggio della città e dello Stretto, furono edificati intorno al 1896.

IL SOGNO E LA REALTA’

Fare di questa Collina il Parco Urbano della Città, attrattore formidabile di turismo, è il “sogno antico” dei reggini. Un sogno che però, incredibilmente, si allontana ogni qualvolta sembra essere raggiunto. Lunghi anni nel più totale abbandono e degrado. Sterpaglie e frane lungo la strada d’accesso, rifiuti ingombranti abbandonati, gli incendi estivi devastanti per la macchia mediterranea, la pineta e i caratteristici vigneti.

Le “ferite” delle enormi cave, che attendono da anni di essere risanate, sottraggono sempre più terreno alla collina. Solamente i due Fortini, dopo molti anni di abbandono, sono stati oggetto recentemente di un intervento di riqualificazione.

RICHIAMI STORICI DI UNA LOTTA

Da decenni la Collina di Pentimele è al centro di una lotta, dura e tenace, per la sua difesa e valorizzazione. Su questo luogo, da sempre, sono accesi infatti gli appetiti più voraci della speculazione e della ‘ndrangheta. Quando per la prima volta nel 1982 gli ambientalisti lanciarono la sfida, il tentativo appariva disperato. Attorno all’obiettivo di “mangiarsi” la collina – snaturandone la destinazione originaria a verde attraverso una serie di varianti al PRG – si era cementato un impressionante blocco affaristico-mafioso. Intere zone agricole sarebbero dovute diventare terreni edificatori per la costruzione di palazzi, ville e impianti privati. E la cava attivata abusivamente sul fronte a mare si allargava a vista d’occhio. Le prime costruzioni abusive cominciavano a spuntare come funghi. Così, in difesa della Collina, ci siamo inventati. Il 25 aprile del 1983 la prima CORRIREGGIO, manifestazione ecologico-sportiva nata in difesa della Collina, si concluse lassù con un magnifico concerto al tramonto. Nei giorni successivi fu presentato alla Magistratura un esposto sottoscritto da centinaia di reggini innamorati della loro collina. Fu la svolta. La Magistratura intervenne: la cava viene chiusa, furono applicati i sigilli alle case abusive, la speculazione bloccata. Gli Amministratori, sotto la pressione popolare, furono costretti ad assumere un impegno complessivo per il risanamento dell’area e la sua destinazione a Parco Urbano. Per molto tempo non accadde nulla, nonostante le innumerevoli iniziative organizzate. Poi con l’arrivo della “primavera di Reggio” del sindaco Falcomatà il cambiamento.

Nel 1994 la proposta, avanzata da Legambiente, di espletamento di un Concorso Internazionale di progettazione del Parco Urbano della Collina di Pentimele trovò spazio nel programma dell’Iniziativa Comunitaria URBAN, promosso dall’Amministrazione Comunale, ottenendo i necessari finanziamenti.

Nel Programma URBAN la realizzazione del Parco Urbano della Collina di Pentimele entrava a far parte di un sistema territoriale più articolato che comprendeva la realizzazione del Parco Urbano degli Agrumi, localizzato sulla costa in un’area utilizzata come discarica di inerti, virtuale “riflesso sul mare” del Parco sulla Collina, e la Bonifica e Rinaturazione della Fiumara del Torbido, per creare un’area di grande interesse ambientale e un’asta di congiunzione naturale tra i due Parchi.

LE TAPPE DI UN IMPEGNO AMMINISTRATIVO

Il Consiglio Comunale, con deliberazione n. 32 del 26 giugno 1998, approvò la perimetrazione dell’area, proposta da Legambiente, quale atto propedeutico all’espletamento del “Concorso Internazionale di idee per la progettazione del Parco Urbano della Collina di Pentimele”, precedentemente deciso con delibera del Consiglio Comunale n. 89 del 30.10.1995.

Successivamente la Giunta Municipale, con delibera n. 429 dell’11.8.1999 e successive modificazioni ed integrazioni, bandì il Concorso Internazionale, che vide la conclusione dei lavori nel novembre 2001, individuando come progetto vincitore quello presentato dal gruppo coordinato dall’Architetto Franco Purini.

Con la successiva delibera n. 34 del 10.4.2002, il Consiglio Comunale ribadì che “è opportuno salvaguardare la scelta dell’Amministrazione Comunale di realizzazione del Parco Urbano della Collina di Pentimele” e nel Programma di Sviluppo Urbano, approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 28 del 10.4.2002, furono inseriti diversi interventi-stralcio concernenti il progetto vincitore del Concorso perché potessero beneficiare dei finanziamenti comunitari del POR-ASSE CITTÀ.

Anche l’Amministrazione di centrodestra che succedette a quella di Falcomatà, sembrò muoversi in direzione della valorizzazione del tesoro naturale della Collina:

A seguito della delibera del Consiglio Comunale n.3 del 10.3.2004, in data 24 giugno 2005, il Comune di Reggio Calabria formalizzò l’acquisto dal Ministero della Difesa dell’area militare della Collina di Pentimele (denominata “ex deposito munizioni Pellizzari”) comprendente il grande complesso del Forte e i due piccoli corpi di fabbrica limitrofi, nonché il vasto territorio naturale circostante, per una superficie fondiaria complessiva di mq 170.807.

Infine, su mandato unanime del Consiglio Comunale – delibera n. 19 del 30.6.2008 (proposta dal consigliere Nuccio Barillà) – ribadendo il valore strategico della Collina per lo sviluppo sostenibile della città si inseriscono i progetti di valorizzazione all’interno della proposta di Piano Strategico di Reggio Calabria.

Intanto tornano a farsi avanti gli interessi di chi vuole “prendersi” la Collina. La Commissione di Indagine, istituita dal Consiglio Comunale per accertare alcune anomalie urbanistiche individuava casi precisi di un nuovo “assalto alla collina”, denunciati in dettagliato documento di Legambiente.

IL CONCORSO INTERNAZIONALE PER LA PROGETTAZIONE DEL PARCO URBANO DELLA COLLINA DI PENTIMELE

“Ogni pensiero degno di questo nome oggi deve essere ecologico.”

Lewis Mumford

È ormai da molti anni che l’intera città chiede che si realizzi sulla Collina il grande parco urbano al servizio della collettività strappandola così definitivamente alla speculazione, all’abusivismo e alla mafia, che da sempre tentano di snaturare la destinazione originaria dell’area.

Nel 1994 la proposta, avanzata da Legambiente, di espletamento di un Concorso Internazionale di progettazione del Parco Urbano della Collina di Pentimele trovò spazio nel programma dell’Iniziativa Comunitaria URBAN, promosso dall’Amministrazione Comunale, ottenendo i necessari finanziamenti.

Nel Programma URBAN la realizzazione del Parco Urbano della Collina di Pentimele entrava a far parte di un sistema territoriale più articolato che comprendeva la realizzazione del Parco Urbano degli Agrumi, localizzato sulla costa in un’area utilizzata come discarica di inerti, virtuale “riflesso sul mare” del Parco sulla Collina, e la Bonifica e Rinaturazione della Fiumara del Torbido, per crearne un’area di grande interesse ambientale e un’asta di congiunzione naturale tra i due Parchi.

Nel 1999 l’approvazione della proposta di perimetrazione avanzata da Legambiente fu l’atto propedeutico per dare il via al Concorso Internazionale d’idee per la progettazione del Parco Urbano della Collina di Pentimele.

Nel 2001 fu espletato il Concorso, mettendo in campo il meglio delle capacità progettuali a livello internazionale e offrendo la possibilità di scelta di una soluzione realmente adeguata allo straordinario valore ambientale e paesaggistico del sito e alle sue enormi potenzialità di fruizione sociale. Il Bando del Concorso, che aveva come finalità il recupero e la valorizzazione della Collina di Pentimele, attraverso un intervento pubblico destinato alla collettività, indicava chiaramente le linee guida coerenti ai principi dell’ecocompatibilità, agli indirizzi progettuali più avanzati per la realizzazione di parchi e la valorizzazione del verde urbano, e alle “attese” dei cittadini.

L’intenzione dell’Amministrazione Comunale era, dunque, quella di realizzare un parco urbano con aree destinate al tempo libero, alla cultura, allo spettacolo e ad attività turistiche compatibili con l’obiettivo prioritario di salvaguardia e integrità dei valori naturalistici, paesaggistici e storici del luogo.

Fu numerosa e di notevole qualità l’adesione di gruppi di progettisti al Concorso Internazionale per la progettazione del Parco Urbano della Collina di Pentimele. Il Concorso fu vinto dal gruppo di progettisti “Motto: M’ohttö” guidato dagli Architetti Franco Purini e Laura Thermes. I tre progetti selezionati dalla Commissione del Concorso, sono tuttora di grande qualità e rispondono pienamente non solo alle richieste del Bando, ma alla necessità di assumere gli elementi naturali come strumenti strategici di rilettura e di riconnessione del tessuto urbano, in grado di ridisegnare il territorio e affidare ai vuoti, agli spazi pubblici nuova identità e centralità nella città.

Il verde pubblico, infatti, costituisce un ambito concettuale da valorizzare e promuovere nella pianificazione dello spazio costruito nella città contemporanea. E il “parco urbano” è senza dubbio una delle destinazioni d’uso che può sostenere efficacemente il progetto innovativo di tutela e valorizzazione ambientale a scala urbana e territoriale, se lo si connota di una forte identità, che permetta di coniugare l’elemento estetico alle molteplici esigenze funzionali e lo si contestualizzi mettendolo in relazione con le differenti realtà sociali e territoriali.

Non è solo, dunque, una pagina di “bella memoria” da restituire alla città ma anche un impegno ancora da perseguire per fare diventare quel “sogno antico” realtà, ripartendo proprio da quei progetti per dar seguito alla prospettiva di realizzazione del Parco Urbano.